venerdì 27 marzo 2009

MDAP : PROPOSTE SUL PIANO CASA

Sono alcune settimane che si parla e straparla del famigerato "piano casa" di Berlusconi.
L' iniziativa del premier e' senza alcun dubbio da intendersi positivamente per quanto riguarda l'impatto e lo stimolo economico che ne deriverebbe per il settore dell'edilizia che funge da traino per una larga fetta del tessuto produttivo nazionale.
Si tratta in buona sostanza di fornire un aiuto di circa 50-60 miliardi di euro ad un comparto produttivo, senza incidere sulle risorse dirette dello stato che, altresi', se ne gioverebbe anche per l'iva incassata sui lavori eseguiti, per i contributi versati e per l'aspetto occupazionale che ne deriverebbe.
Fin qui tutto lineare, lecito e di assoluto buon senso.
E' chiaro che il timore ( a volte fondato ma altre volte puramente pretestuoso ) di alcune frange politiche, circa una cementificazione dell'Italia, la distruzione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale e' una cosa da ponderare con serieta' e coscienza.
L' ampliamento delle cubature nella misura del 20% , il rifacimento di palazzi vecchi con nuove costruzioni, il recupero del patrimonio edilizio gia' esistente sono misure che non meritano una bocciatura ideologica ma che abbisognano di regole semplici, chiare e non eludibili per produrre cio' che c'e' di buono nell'iniziativa del governo senza deturpare il territorio.
Quindi ben venga questo piano casa , questa deregulation in un settore che ha delle normative che rasentano l'assurdo e che pongono nelle mani di pochi funzionari comunali e delle loro
" libere " interpretazioni , la possibilita' per un pover'uomo di piantare un chiodo o di mettere due mattoni in fila.
Il discorso sui "palazzinari" credo sia alquanto superfluo e strumentale ( nonche' largamente irrealistico) in quanto i poteri forti dell'edilizia sono in grado, ora come ieri ,manipolando ed influenzando le decisioni della politica locale, di ottenere cio' che vogliono e farsi approvare qualunque corbelleria a fini speculativi.
L'approvazione in una sola notte, del piano regolatore di Roma, alla vigilia delle dimissioni del sindaco Veltroni ( approvazione bipartizan ), credo sia testimonianza sufficiente ad avvalorare quanto prima evidenziato.
Il MDAP pero', vuole proporre all'attenzione pubblica le sue proposte che, ci auguriamo, possano andare ad integrare il piano casa in discussione sui tavoli governativi.
In estrema sintesi all'idea berlusconiana del "farsi una camera e un bagno" deve essere affiancata una risposta sociale immediata per tutti coloro che una casa non la possiedono e non riescono a possederla.
Ecco quindi che il ripristino dell' "equo canone", cioe' la fissazione per metro quadro di un prezzo per la determinazione del canone di affitto, deve essere una PRIORITA'.
Va stimolato il mercato degli affitti attraverso alcuni precisi imput : "calmieramento" dei canoni di affitto, tassazione fissa del 20% sul reddito da locazione che non si cumula con gli altri redditi, multe salatissime ( fino alla confisca) per chi affitta in nero, detrazioni fiscali per i conduttori degli immobili e una supertassa per gli immobili che vengono tenuti sfitti e fuori dal mercato.
Crediamo inoltre, che debbano essere incluse in questo pacchetto anche le locazioni di immobili commerciali, le sedi di piccole imprese e laboratori artigiani, i negozi a conduzione familiare, tutte quelle piccole e piccolissime realta' che oggi vengono strangolate dalla richiesta di canoni di locazione talmente esosi da rendere impossibile la sopravvivenza della stessa impresa.
Il blocco degli sfratti per case e locali commerciali e' altresi' una necessita' impellente per moltissime famiglie e imprese, almeno sino a quando l' onda della crisi non sara' passata in via definitiva e non si saranno messi in moto quei meccanismi di tutela sociale che rendono CIVILE uno stato democratico.

giovedì 26 marzo 2009

IL PARTITO ANTICAPITALISTA FRANCESE VOLA AL 10% NEI SONDAGGI




Il Partito ANTICAPITALISTA francese vola al 10 % nei sondaggi per le prossime elezioni europee.
Guerriglieri anticapitalisti in Scozia assaltano la villa del manager multimiliardario che ha affossato la Banca di SCozia.
In America monta una ondata di odio da parte dell'americano medio verso i manager che hanno messo in mezzo ad una strada milioni di operai.
In Europa si moltiplicano i casi di lavoratori che "sequestrano" i dirigenti delle loro aziende per convincerli a non licenziare.
Siamo seduti su una polveriera economica e ancor piu' sociale, nella piena indifferenza di un governo di plastica, di una partitocrazia infame, di una casta che ogni giorno assomiglia sempre piu' alla regina MAria Antonietta di Francia che voleva sfamare il popolo con le brioches.
I biscottini e' andato "fieramente" a proporli nella tv di regime il famigerato manager onnipotente dell'UNICREDIT, Profumo.
Con un sorriso sornione alla " ghe pensi mi' " ha rassicurato il popolo bue che ora le banche faranno il loro dovere, aiuteranno le aziende e le famiglie a riprendere una vita normale.
Il buon PROFUMO s'e' dimenticato che egli rappresenta le stesse banche che pignorano gli immobili alle famiglie, che negano il credito alle imprese, che hanno chiesto rientri di fidi e prestiti, che hanno strangolato gli Italiani con tassi usurai e pratiche criminali ( bond argentini, Cirio, PArmalat).
S'e' dmenticato di dire che la BAnca D'Italia e' un ente privato e che questo governo liberista non ha avuto le palle per mettere le banche sotto un controllo vero e non taroccato, ha sorvolato sul signoraggio bancario che da solo rimetterebbe in moto tutta l'economia.
Confida sulla democrazia mediatica ormai inebetita degli italiani, sul controllo dell'informazione controllata ed asservita, su una opposizione complice e senza attributi.
( Franceschini, pover'uomo, e' stato messo con la testa sul ceppo e frignera' ancora per poco).
L'ora e' suonata, ed e' suonata in tutta Europa : lavoratori, artigiani, professionisti, intellettuali, studenti a tutti concorre l'obbligo morale di insorgere contro questa deriva liberista, contro il fallimento del capitalismo monetario, il capitalismo della finanza creativa, dell'apologia dell'americanismo imperante.
In Francia e' nato il partito ANTICAPITALISTA, in Italia e' nato l'MDAP ( il movimento di azione popolare ) una sigla che ha nel suo statuto proposte RIVOLUZIONARIE in ogni campo ed in ogni materia sociale, politica, economica.
Un movimento che , come seme insito nel nostro DNA culturale , pone l'uomo al primo posto della sua scala valoriale.
Non una concezione materialista ne' bigotta, ma un modo di guardare l'altro, il vicino, il compagno, il camerata, come un nostro alter ego in una visione che non sia di odio sociale e di sopraffazione di classe ma di equita', giustizia, meritocrazia, liberta' e dignita' per tutti.
L'MDAP nasce come formazione orizzontale, senza capetti e agguerriti poltronari, prendiamo vita dalla disperazione di un popolo fiero che non vuole morire rassegnato.
Guardiamo a destra e a sinistra senza differenza, consapevoli che qui da noi non ci saranno mai ne' servi ne' padroni, ma solo fratelli.
Aiutateci a crescere.

mercoledì 15 ottobre 2008

LA CASA PRIMO DIRITTO - FIRMA LA PETIZIONE



IL BLOCCO SOCIALE NAZIONALE, NELLA ATTUAZIONE DI UNA VERA "OFFENSIVA SOCIALE" VOLTA ALLA TUTELA DELLE CLASSI SOCIALI PIU' DEBOLI PROPONE LA SEGUENTE PETIZIONE DENOMINATA "LA CASA PRIMO DIRITTO"CON LA QUALE SI CHIEDE:

1- BLOCCO DEI PIGNORAMENTI DELLE ABITAZIONI ( PRIMA CASA)PER QUELLE FAMIGLIE CHE SONO STATE MESSE IN DIFFICOLTA' DALLA CRESCITA VERTIGINOSA DEI TASSI DEI MUTUI.

2- RINEGOZIAZIONE "D'UFFICIO" DEL MUTUO CON MODULAZIONE DELLA RATA AD UN QUARTO DEL REDDITO ANNUALE DICHIARATO DA CIASCUN NUCLEO FAMILIARE SENZA AGGRAVIO DI ULTERIORI INTERESSI MA SOLO PROLUNGANDO LA DURATA DELLE RATE SINO AL PAGAMENTO DI QUANTO ORIGINARIAMENTE DOVUTO.


Poiche' le banche hanno usufruito del salvataggio da parte dello Stato ( tutti noi in pratica), a noi del Blocco Sociale Nazionale, non pare vi sia nessuna eresia nel chiedere ed ottenere da parte del governo un patto con le banche, che sia a costo zero per le classi sociali piu' deboli, e che abbia la duplice finalita' di mettere al riparo interi nuclei familiari dalla spoliazione dei sacrifici di una vita per dare un tetto ai propri figli.La presente e' una proposta concreta e subito attuabile, seza costi per il bilancio dello stato e rappresenta una contropartita di grande valore morale che il sistema bancario deve sottoscrivere con il popolo italiano.Ci teniamo a precisare che detta petizione e' e deve essere assolutamente trasversale ed apartitica in quanto i poveri sono tali da qualunque angolazione politica li si guardi.Chiediamo quindi A TUTTI di promuovere questa petizione nell'interesse primario della collettivita'.




Sign for LA CASA PRIMO DIRITTO

lunedì 13 ottobre 2008

LA SINISTRA RAZZISTA


Il seguente articolo e' tratto dal blog della deputata comunista Dacia Valent, mi astengo dal fare qualunque commento perche' la tentazione di scadere al suo stesso livello sarebbe troppo forte.





nserito da dacia il Mer, 2008-10-01 13:24
Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani.
Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo Perlasca – un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni.
Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.
Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.
Non lo siete.
Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.
Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.
Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.
Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi.
Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.
Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.
Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.
Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati - al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality.
Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi, i vostri capitani d'azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l'hanno dato meglio di voi.
Non solo quelli al governo (o che fanno capo all'area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione.
Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni.
Ma da quelli all’opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte.
Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.
Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.
Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business.
Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili.
Dite che non è così?
Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.
Ditelo a mio fratello, bastardi.
Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.
Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.
Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.
Dacia Valent
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sabato 11 ottobre 2008

LA GIOIOSA MARCIA


Un anno fa nasceva la Destra.
Un anno fa prendeva forma un nuovo sogno di rinascita e di impegno politico per tutti coloro che, come me, mai si erano voluti riconoscere nello squallore moderato e democentrico in cui era stata relegata la concezione stessa della destra italiana.
In tanti abbiamo guardato con trepidante speranza al sorgere di questo movimento politico che traeva origine da una precisa scelta, operata dai fondatori del partito, di compiere una frattura netta con chi aveva egemonizzato fino ad un anno fa, i valori e gli ideali provenienti dalla tradizione piu’ intima e profonda della destra italiana del novecento.
Abbiamo accolto con entusiasmo la speranza che La Destra potesse avere la forza, lo spirito ed il coraggio per rappresentare su di se quell’anima profondamente sociale e radicale che e’ propria di tutti noi.
Un imput che desse vita, finalmente, ad un elemento nuovo nel panorama politico nazionale, ad una formazione schiettamente posizionata su quei capisaldi della nostra formazione umana e culturale che altri avevano ormai negletto da tempo.
Una nuova fiamma, rivoluzionaria nei contenuti e nei concetti, un nuovo stimolo antiborghese nell’ accezione in cui si riconosca alla borghesia l’essere un freno puramente reazionario e conservatore.
Evola, Pound, Niccolai sono risorti ad una nuova riconsiderazione storica e filosofica, le teorie e le note presenti su “Tabula Rasa” hanno nuovamente iniziato a sferzare le coscienze di tutti noi.
Di tutti noi che abbiamo sempre avuto e condiviso una visione prettamente evoliana del nostro partito nella speranza che “Gli uomini del nuovo schieramento saranno antiborghesi, per via della superiore concezione, eroica e aristocratica dell’esistenza; saranno borghesi perchè disdegnano la vita comoda; antiborghesi perchè seguiranno non chi promette vantaggi materiali, ma coloro che esigono tutto da se stessi.” ( Evola )
E ancora :

“Essenzialità, nuovo realismo nel misurarsi esattamente con i problemi che si imporranno, nel far sì che valga non l’apparire ma l’essere, non il ciarlare, bensì il realizzare, in modo silenzioso ed esatto, in sintonia con le forze affini e in aderenza al comando che vien dall’alto.” (Evola )
Abbiamo sussultato di terrore nell’assistere all’ ingresso di Silvio Berlusconi alla nostra assemblea costituente, non riuscendo a darci una risposta di cosa potesse mai accomunare noi ad un massone, ad un liberal-capitalista, a chi propugna la visione di uno stato-azienda senza anima e senza un mero scopo sociale.
Abbiamo visto accogliere il simbolo degli adoratori del vitello d’oro come un vate, un profeta di una nuova fede che non ci ha visti mai infervorati ma sempre molto scettici.

La sua vestale, il fido scudiero del cavaliere di Arcore e’ stato posto nella condizione di essere punta di diamante di una intera comunita’ che, ligia agli insegnamenti ricevuti, e’ riuscita a trovare spunti di apprezzamento anche in chi era il depositario , di fatto, del nulla assoluto.
La nostra politica, e sottolineo NOSTRA, deve ritornare alle sue primigenie origini, deve tornare a dare voce a chi voce non ha e non deve permettersi di usare per fini personali la forza di coloro che forza non hanno piu’ perche’ strangolati da un modello di vita e di socialita’ che sono l’antitesi al concetto dell’”UOMO LIBERO”.
"Questo noi dobbiamo affermare: che tutto ciò che è economia e interesse economico come mero soddisfacimento di bisogni fisici ha avuto, ha e sempre avrà, una funzione subordinata in una umanità normale; che di là da questa sfera deve differenziarsi un ordine di valori superiori, politici, spirituali ed eroici. " ( Evola )
Quali, dunque , devono essere le nostre linee guida per una corretta aderenza ad i nostri incipit morali e politici ?
La mozione del Segretario Storace e’ senza dubbio un chiaro segno di volonta’ e di appartenenza, e’ il riconoscersi in quei valori che sono la nostra coscienza ed il nostro collante umano, e’ una mozione che nel complesso mi trova d’accordo ma che , a mio modo di sentire, non puo’ essere considerata come un punto di arrivo , bensi’, deve essere considerata un buon punto di partenza.
Si parte per ridare dignita’ alle classi sociali che non ne hanno, per dare dignita’ allo studio, al lavoro, alla famiglia, al pieno compimento dello spirito umano nel rispetto morale di ogni diversita’ e nel superamento di ogni ottuso antagonismo spostando il nostro fine ultimo ad un traguardo assai piu’ ambizioso e coraggioso.
Il crollo del capitalismo nelle sue malate fondamenta economico-finanziarie, lo scempio che pochi hanno compiuto a danno di molti ,non deve rimanere lettera morta ma deve essere un insegnamento in grado di orientare definitivamente il nostro agire politico.
Comunismo e capitalismo hanno partorito i loro figli deformi, hanno portato fame e miseria materiale e spirituale puntando tutto sull’ uguaglianza tra l’uomo e il suo prodotto.
Il capitalismo , assai piu’ subdolamente, ha spinto, nel modello anglosassone, l’uomo a diventare consumatore e sprecone, inducendolo a vivere al di sopra delle sue possibilita’ e delle possibilita’ di sostentamento dell’intero pianeta.
E’ arrivato dunque il momento di far sentire alta la nostra voce che si elevi tra le rovine delle borse mondiali ed indichi la strada per un futuro di “dignita’ sostenibile” per noi e per le prossime generazioni .
La Terza via, la socializzazione, la responsabilizzazione di tutti noi (non piu’ semplici comparse sulla scena del consumismo globale) ma attori di prima fila sulla scena del mondo.
L’uomo deve essere il nostro centro, la nostra cellula primordiale, la nostra primaria responsabilita’.
Quando abbiamo affrontato questi temi a viso aperto , nel nostro partito, spesso ci siamo trovati in mezzo al deserto, a dialogare con persone avvitate sui motivi barocchi di antichi minuetti, arroccate su visioni che identificano la destra come puro strumento di autoaffermazione e di conservazione dello status quo.
Nessuno stimolo di rivolta, nessun impeto di reazione, ma una cerebrale calma piatta volta a non turbare eventuali, possibili, alleati.
Questa non e’ la destra che abbiamo sperato di veder nascere ed ho la presunzione di credere che anche nei disegni dei fondatori questo nostro partito si sia generato volendo essere qualcosa d’altro e non una semplice fotocopia di Alleanza Nazionale.
Per essere noi stessi dobbiamo imparare ad osare, dobbiamo svincolarci da recinti e steccati ideologici, dobbiamo aprirci al confronto con tutte le aree politiche senza preclusioni e senza nostalgismi.
Io ed il mio gruppo ( il Blocco Sociale Nazionale) per aver sostenuto queste argomentazioni, che come si vede sono improntate ad una visione futuribile e non certo arcaica, siamo stati tacciati di nostalgismo prima e di estremismo poi.
Noi non siamo ne’ l’una ne’ l’altra cosa, non abbiamo nostalgia del folklore ma abbiamo ammirazione per le idee che sono divenute azione, per gli ideali che hanno tramutato un popolo straccione in un popolo fiero della sua storia e del suo passato.
Abbiamo radicalizzato in noi la convinzione che nessuna economia puo’ essere dominata dall’arroganza, dal globalismo, dalla mancanza di spunti di umanita’ vera e di schietta socialita’.
Il BSN e’ nato per difendere questa visione politica ed economica propria della destra rivoluzionaria e socialista, e’ nato per tessere rapporti con le frange piu’ identitarie di tutta l’area della destra italiana.Operando in questa ottica abbiamo stretto rapporti di comunanza politica con il Fronte Nazionale e con Socialismo Nazionale.
Convergenza d’intenti abbiamo trovato anche con il sindacato Cosnil ( una costola dell’UGL) che fa dello Stato Nazionale del Lavoro uno dei punti cardini della sua attivita’.
Insomma per essere degli estremisti “schifati dal mondo e dalla storia” ( come qualcuno sostiene specie nel PDL e tra i suoi nuovi adepti) dimostriamo con i fatti di compiere un nostro percorso politico audace ed indipendente.

A volte questo processo politico puo' apparire pervaso da un senso di “anarchia” ma esso e' sempre integrato ed armonizzato con le gerarchie di vertice del partito ( le uniche persone, tra l’altro, di cui ci fidiamo ).
Sentiamo il bisogno di esternare il nostro sentire a tutte le varie componenti del partito puntando ad un disegno tanto unitario quanto fortemente identitario e non vogliamo lasciare indietro nessuno trovando convergenze che, pero', abbiano il sapore di una forte unita' ideologica e non si basino solo su calcoli e opportunismi di basso profilo.
Le parole dette da Storace nel ricordare la morte di HAider, sono parole "pesanti" e segnano il compiersi di quella metamorfosi che tutti i cuori neri dell'area aspettavano da tempo.

IL bruco s'e' trasformato in farfalla, ma le farfalle sono tanto belle quanto delicate ed e' quindi compito di ognuno di noi adoperarsi per far vivere la farfalla per piu' di una giornata.

Sta al congresso nazionale scegliere quale sia la via da perseguire per promuovere l'applicazione in ambito sociale delle nostre teorie ma e' compito di ognuno di noi impegnarsi nel quotidiano per far si che le idee divengano , finalmente, azione.

martedì 26 agosto 2008

GRAZIE DANIELA....


Te lo meriti proprio un grazie , di cuore.
La tua azione all'interno del partito e' di una straordinaria efficacia : ci ha permesso in un sol colpo di "derattizzare" le nostre schiere, di purificarle dagli opportunisti e dai professionisti della politica.
Il veleno con il quale tu hai tentato l'assassinio del nostro mondo, s'e' rivelato essere solo una purga che ha mondato le impurita'.
Quello che vedi nell'immagine e' un simbolo di forza e di onore, di coraggio e di fedelta', e' il simbolo sotto il quale i legioanri dell'antica Roma si ritrovavano uniti gli uni agli altri e, in quella unita', trovavano la forza per affrontare qualunque nemico.
La tua azione ha portato questo nostro popolo a stringersi attorno all'amato vessillo, alla fiaccola che illumina il nostro cammino, ai valori e agli ideali che sangue e martirio hanno chiesto per la loro venerazione.
Siamo un popolo che ha pagato i suoi debiti, siamo un popolo che marcia a testa alta nelle pagine della storia e tra le macerie del mondo contemporaneo.
Grazie per averci fatto ritrovare quella unita' che una vita comoda e borghese in molti casi aveva stemperato ammorbidendo il nostro credo su posizioni certo piu' comode ma, di sicuro, assai meno onorevoli.
L'etica, l'estetica della politica in termini filosofici sarebbero discorsi inutili da farti, al massimo potresti comprendere l'estetica delle unghie laccate, non altro.
Tommaso Staiti ha scritto una lettera alla quale non credo vi sia altro da aggiungere per spessore politico, per realta' storica, per pathos e tanathos ed io a quella lettera mi inchino come uomo e come militante.
Tu mi hai fatto ritrovare i miei fratelli di sangue, quegli uomini e quelle donne con i quali sento di poter dividere ogni passo del cammino, ogni peso con loro diventa lieve e piacevole.
Siamo un popolo silenzioso, disciplinato e fedele...tutte cose che non appartengono alla tua persona come testimoniano i fatti.
Non tramiamo contro i nostri fratelli, non scalciamo come puledre in calore in attesa di una monta rasseneratrice, noi stiamo zitti, fermi in una attesa struggente e romantica, in una attesa nobile ed immortale.
Aspettiamo che ci venga reso il nostro onore, la nostra limpidezza morale, il nostro coraggio senza convenienze.
Siamo come l'onda del mare che s'infrange sugli scogli...sa di perdere, sa di demolirsi contro la pietra eppure trova dal suo frangersi l'energia e la volonta' per riproporsi in un nuovo assalto.
NOi siamo quell'onda , quella forza ancestrale che non demorde e che non molla mai.
Ci facciamo spuma bianca, leggera e delicata ,che accarezza i bimbi sulla spiaggia e ci mutiamo in marosi cupi e feroci quando, con l'ipocrisia , si tenta di assassinare la nostra idea.
Tu sei una meteora, nulla piu'.
Nel firmamento delle stelle che, luminose, costellano il nostro cielo, nessuno ti ricordera', nessuno citera' le tue "epiche" frasi, nessuno additera' ai figli il tuo esempio da seguire, le tue orme da imitare.
Cara Daniela, tu non ci appartieni e non perche' noi non ti si possa comperare -hai dimostrato di avere un prezzo e che tale prezzo non e' neanche d'affezione - ma perche' noi NON TI VOGLIAMO, non ti riconosciamo degna d'esser parte di questo nostro mondo, della nostra storia, dei nostri convincimenti.
A noi di piacere o compiacere ad un Cicchitto qualunque non ce ne frega niente, anzi riteniamo che sia la "sua " presenza nel PDL a impedirci anche solo di volgere lo sguardo verso quel partito.
Ci autoghettizziamo?
Bene.
Meglio il ghetto che vendere la propria anima per un tozzo di pane, per un proscenio dorato.
Ma sei davvero sicura che un ghetto con 17 milioni di italaini sia davvero un posto cosi' solitario?
Credi davvero che la tua lungimiranza politica ti portera' lontano?
E se domani il tuo nume tutelare dovesse sparire?
Chi salvaguardera' le istanze e le ambizioni che covi in seno?
Agli artefatti ho sempre preferito gli originali e che tu apaprtenessi al primo gruppo mi fu chiaro fin da quel primo sventolìo di 20€ dal palco della costituente.
Anche tu sei una piazzista di te stessa ma, seppure hai imparato bene la lezione, le vette del tuo maestro sono per te inarrivabili.
Ti auguriamo di compiere presto la tua transumanza, di poterti presto annoverare nelle fila del tuo partito d'orgine nello splendore "velinico" che ti compete.
E' un augurio che facciamo a te e che implicitamente facciamo a noi stessi .
Stai lontano dal mare...perche' le onde sono agitate ed i flutti non hanno pieta' dei vili.
Forza e onore.

venerdì 22 agosto 2008

UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO


Alleanza Nazionale smobilita, le quote sono 70-30 e quindi lo spazio per molti colonnelli della casta e dell'altrettanto nutrita sottocasta ( tirapiedi, lacche' et similia ) resteranno senza emolumenti, senza una parvenza di "potere" senza neanche uno straccio di padrone da venerare come novello profeta in terra.
Dalle pagine del blog di Storace gia' da stamattina si pone un problema...secondo me serio e cioe' : quale deve essere il nostro atteggiamento nei confronti dei fuoriusciti di AN ?
LI dobbiamo accogliere a braccia aperte come fossero la reincarnazione del figliol prodigo, oppure li dovremmo cacciar via a randellate?
Un mio camerata direbbe : " LE RANDELLATE RIDONANO L'UMILTA' "
E come dargli torto?
Ma, voglio far finta di esser diventato moderato ed accomodante, per niente estremista, quasi democristiano doroteo e, in questi nuovi panni, provare ad analizzare la questione.
La prima domanda che sorge e' di carattere etico-morale-ideologico : questi signori chi sono ?
Sono gli scaricati, i trombati, i delusi, gli affamati di potere...il peggio del peggio , detto in due parole: sono gli avanzi guasti della mensa del re sole, i rimasugli di una ricca tavola di privilegio e di mediazione.
Questi signori sono di destra?
Certo che no !
Se fossero di destra non avrebbero potuto tollerare d'esser relegati allo stato di comparse da disegni di esclusivo potere personalistico.
Caspita, a suon di ceffoni mi e' stato insegnato che l'uomo di destra a tutto rinuncia ma non alla sua dignita' e alla sua anima.
Questi signori sono fascisti?
MA chiiiiii?
I servi dell'uomo del "male assoluto" , di quel signore con la kippa e l'aria contrita...essendo i suoi seguaci fedelissimi non sono fascisti...tutt'al piu' sono un branco di "kipparoli " impenitenti!
Perche' vengono da noi?
Per l'idea, per la voglia di militare, per l' onore?
Mi devo reggere la "panza" dalle risate.....ho scritto tre termini che sono fuori dalla loro comprensione....parole che nel loro vocabolario manco esistono piu' !
Onore?
Gia' mi immagino uno di questi signori che alla domanda " hai ancora il tuo onore? ", sudando per la tensione , si fruga nelle tasche, nei calzoni, nella giacchetta e sbuffando dice :" eppure l'avevo qui in tasca, stamattina l'ho infilato nei calzoni ed ora non lo ritrovo, mannaggia ! "
Ebbene, tornando ad essere seri, personalmente ritengo che di questi soggetti non dobbiamo e non possiamo fidarci.
Non sono camerati, bensi', sono mercenari, ballerine, soldati di ventura pronti ad accodarsi a qualunque carretto dal quale cadano briciole in quantita' sufficiente a placare l'atavica fame.
Non sono miei fratelli, insomma geneticamente- fascisticamente parlando-, sono altro da me...e avrei serissime difficolta' a dargli le spalle e a fidarmi .
Sono uomini e donne -De Albertis docet- che non hanno nessun ideale ma solo un gran bisogno di esistere sulla scena.
Citando le parole della camerata Paola Folchi, dico che per ognuno di noi
"l'amore per l'idea e' piu' grande dell'amore per il partito".

Per i fuoriusciti, per i saltafosso che approderanno alle nostre spiagge vale l'esatto contrario: non hanno nessuna idea da venerare, nessun credo da onorare...hanno bisogno solo di un partito.
Noi non abbiamo niente, siamo in mezzo a un mare di difficolta', spaccati da gente che freme per diventare come costoro, per correre a raccogliere gli avanzi degli avanzi, eppure io mi sento fiero ed orgoglioso di non avere nulla di materiale ma di poter dire che la mia anima e' integra e il mio cuore e' puro e la mia idea e' salva.
LD deve essere una scelta d'amore e non un ripiego !
Questo chiedo a Storace e lo chiedo a nome di tutti coloro che si sentirebbero a disagio a militare accanto a gente che si e' proclamata ANTIFASCISTA!
Regole chiare, nessuna agevolazione e un purgatorio lungo...lunghissimo per quelli che solo oggi si ricordano di aver un glorioso passato e di essere nati sotto una fulgida fiamma.
Forza e onore .
Pubblicato da Dott. Giovanni Palombo a 8/22/2008 11:25:00 AM 0 commenti

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